Il wikitesista

13 12 2011

Non fatevi ingannare dal nome: il wikitesista non ha nulla di collaborativo né di interattivo. Somiglia anzi al web 1.0, perché il flusso di informazioni conosce una sola direzione: dalla webpage al proprio file tesi.doc.

Il wikitesista non conosce le biblioteche. Non ama la consistenza della carta sotto le dita. La sua ricerca parte da Google. Ma Google e basta, senza attributi (Scholar, Books). E approda a Wikipedia, venerata come testo elettronico e sacro.

Il wikitesista copia interi brani dal web e li appiccica sul file tesi.doc. Così come sono. Con apostrofi innaturalmente dritti dentro un Times New Roman. Con gli spazi enormi tra le parole tipici di una formattazione web. Con parole blu linkate ad altre voci Wikipedia. Con uno stile che un paragrafo dopo cambia radicalmente, perché muta la fonte plagiata – talvolta perché è il wikitesista a scrivere di suo pugno dei raccordi.

Il wikitesista organizza la conoscenza orizzontalmente. Vogue e Adorno stanno sullo stesso piano. Si citano, o non citano, allo stesso modo. Nella stessa frase, come due compagni di banco, senza che il secondo serva a spiegare il primo – anzi, più spesso pare che il secondo abbia tratto idee dal primo.

Il wikitesista organizza la bibliografia come un’opera dadaista. Franco Angeli diventa un autore, Marco Pedroni un editore. La città di edizione sta un po’ dove le pare: sulla costa, al centro, talvolta in collina. Di fronte a un articolo scientifico, merce rara, corsivi e virgolette appaiono e scompaiono come lucine natalizie.

Il wikitesista pensa che il proprio relatore venga in università con la biga e non sappia cos’é Internet. Non si dà pena di rielaborare i testi plagiati. Li esibisce. Tanto il relatore non se ne accorgerà mai, lassù sulla biga.

Il wikitesista beccato con le dita nella marmellata oppone risposte orgogliose e impettite al relatore che è sceso dalla biga planando su un motore di ricerca. “Se vuole le mostro la lista dei libri che ho consultato”. Sarebbe sufficiente che tu ne discutessi nella tesi. “Ma perché, non si può consultare Internet?” Consultare e fotocopiare non sono sinonimi.

Il wikitesista è recidivo.

Il wikitesista è come un eroe dei fumetti. Ha un antagonista che si nasconde dove meno ce lo si aspetta. Il googlerelatore.

 








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