A day with (the theory and practice of) Pierre Bourdieu

31 01 2013

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Three thesis on COOLHUNTING @ London College of Fashion

15 05 2012

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Here are some notes from my lesson for the students of the MA in Fashion Retail at the London College of Fashion, May 21st. Thanks to Luca Lo Sicco for his kind invitation.

First of all, a couple of word about me and my training. I am Research Fellow at the University of Bergamo, Italy, and I am also a collaborator of fashion institute ModaCult/Università Cattolica of Milan. I specialized in sociology. I have carried out several works into the Coolhunting and fashion forecasting phenomenon. I’ve published books and articles on fashion and creative professions and several other topics. My last book is titled Moda e arte, that is Fashion and Art, but today I have the pleasure to be here to discuss a previous work entitled Coolhunting. Genesis of a heretical professional activity, published by FrancoAngeli in Milan a couple of years ago. Read the rest of this entry »





I falsi miti del coolhunting (e altro)

17 03 2011

Ieri pomeriggio, in Università Cattolica, è stato presentato il mio libro sul COOLHUNTING. Uso la forma passiva perché, come avviene in questi casi, l’autore assiste alla discussione intervenendo solo alla fine. L’ho trovata un’esperienza strana e insieme necessaria, stimolante: è come se quello che hai scritto non appartenesse più solo a te, diventando oggetto di letture e interpretazioni altrui – letture cui non avevi pensato, o che non avevi sviluppato solo in parte.

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Donne e media: leggere gli stereotipi

9 03 2011

Qualche tempo fa, insieme a Michele Marzulli, mi sono occupato di immagine e uso del corpo femminile nei media e nella moda (qui l’intervento). Le recenti manifestazioni di piazza sono senza dubbio un importante risveglio di consapevolezza. Non solo per le donne, ma anche per gli uomini che amano un tipo di donna lontana dagli stereotipi mercificanti e avvilenti cui siamo abituati (qui un paio di esempi notevoli). Sono quindi lieto di segnalare un evento del prossimo 6 aprile che propone la decostruzione degli stereotipi legati al corpo delle donne. Una decostruzione che, per i sociologi, assume quasi il carattere di una missione, come sembra dire Pierre Bourdieu quando invita i ricercatori a rompere l’assedio del senso comune.





Il sociologo e le sirene (digitali)

21 01 2011

Se c’è un testo che molti sociologi italiani hanno letto è “Il sociologo e le sirene”, frutto di un convegno del 1993 in cui la sociologia qualitativa trovava finalmente una formalizzazione attraverso la metafora delle sirene, creature fascinose e insieme pericolose che tentano il ricercatore. Le sirene dei metodi qualitativi.
Sono appena entrato nell’aula della Bicocca che ospita una riedizione del convegno. Molte presenze giovani e una cinquantina di risposte al call for papers, segno di una forte attenzione delle nuove generazioni per la riflessione metodologica. Fermarsi un istante a riflettere su cosa si sta facendo, e come, è sempre una boccata d’aria fresca per chi tenta di descrivere la realtà sociale e i suoi cambiamenti.
Nel pomeriggio interverrò per presentare una riflessione sulle “sirene digitali” che seducono il sociologo lungo la sua navigazione. Mi riferisco soprattutto all’esperienza dei giovani sociologi, richiamando la categoria di “nativo digitale” coniata da Gasser e Palfrey. Ho l’impressione di far parte di una “leva” di sociologi che si è formata in un contesto popolato da tecnologie digitali, molte delle quali non pensate specificamente per un uso scientifico, ma in ogni caso presenti nella vita quotidiana. Una generazione di “sociologi nativi digitali” che hanno frequentato le scuole di dottorato mentre nel vocabolario entravano parole come blog, app, skype, mp3, facebook, coolhunting, google scholar eccetera. La manualistica si è limitata a inserire pagine sull’uso dei software; meno tematizzata l’incidenza delle tecnologie di uso quotidiano nelle pratiche di ricerca.
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From fashion forecasting to coolhunting… in Oxford

20 09 2010

On the 25th of September I’ll join as a speaker the 2nd Global Conference on Fashion, held in Oxford in the second half of this week. My speech will be focused on the shift from fashion forecasting to coolhunting and it has been published here.

This is, more or less, what I’m going to say…

When I have read the word coolhunting for the first time, some years ago, I was immediately attracted by the idea of a job that consists in looking for cool ideas and cool people all around the world. But, as sociologist, I was totally unsatisfied with the stereotyped accounts of the coolhunter that you could find in newspapers and magazines.

On the one hand, journalists and essayists have often described coolhunting as the work of a young man, or woman, travelling the world with a digital camera, searching for cool images to send to a company or research agency. A marvellous job based on curiosity and intuition, carried out in the most fashionable cities of the planet.

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Stalking e violenza sulle donne

21 05 2010

L’invito dello Sportello Donna di Abbiategrasso alla tavola rotonda sullo stalking del 26 maggio mi dà modo di tornare sul tema della violenza contro le donne, di cui lo stalking è una delle manifestazioni più discusse, nonché oggetto di un recente provvedimento legislativo. Ma iniziamo con una domanda: cos’è la violenza? Leggi l’articolo intero…

Documenti correlati: M. Pedroni, M. Marzulli, L’immagine e l’uso del corpo femminile , working paper








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